Sento il cuore che sta facendo a botte con lo stomaco e mi continuo a ripetere: "Calma Barbara, calma!".
Cosa è cambiato? Poco, credo nulla... e allora che cazzo ci faccio io qui con i capelli lisci, ordinata, semplice e con il cuore in mano, pronto da pesare su una bilancia che tanto odio e che mi ricorda un strano modo di pesare le anime dei defunti delle popolazioni dell'antico Egitto.
Lui è bello, per me. Depongo le armi... la resa del guerriero. Cedo al suo sorriso e ai suoi occhi e a lui che mi saluta distratto (...).
Ho come la sensazione di lanciarmi dal grattacielo con la quasi certezza che il paracadute non si aprirà, ma se non mi lancio non lo saprò mai e non vedrò neanche il meraviglioso panorama della città che aspetta di vedere il mio volo d'angelo, per la prima o per l'ultima volta. Dipende tutto da quel maledetto paracadute.
La folla sotto, come in uno stadio: nella curva di destra i tifosi che sono con me e intonano un canto tipo quelli degli Ultrà. A sinista quelli che pensano già di aver perso la partita prima di cominciare... se non si apre ti fai molto male lascia stare...
Basta scegliere da che parte stare, chiudo gli occhi con il vuoto sotto. Il coro di destra è molto più forte e alla loro voce si unisce la mia! Mi lancio.
2 commenti:
Bé dai, nel tuo comportamento sempre da manuale ci stà proprio un tuffo dal grattacielo... e dai che aspetti!!!!IO STO A DESTRA e male che vada ti prendo al volo!
Ogni lasciata è persa...
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