Se guardo indietro ti vedo. Sempre.
A petto nudo con i jeans di una taglia più grande, sempre una in più, dovevi stare comodo, seduto con i gomiti sulle ginocchia, su quella sdraio di plastica verde che era solo tua, il cappello di paglia appoggiato sul tavolo, vicino al "Mandarino" e ad un piatto di friselle con il pomodoro del giardino e l'origano che raccoglievi tu. Quei giorni d'estate fatti solo di nulla da fare... di sabati al mercato, uno io e uno Giorgio, di gite al fiume a prendere i girini, di fichi d'india già sul tavolo a colazione, di cuor di mele nel portaoggetti della macchina.
I ricordi più belli che ho.
Grazie non basta, non uno solo, non per chiudere dentro tutto quello che ci hai insegnato.
Non volevo mai vedervi andar via. Aspettavo l'arrivo dei nonni a Natale e la nonna preparava le zippole con le acciughe per noi e con l'uvetta per te. Anche ora come da bambina non volevo vederti andar via, ma tu sei andato, proprio vicino a Natale, questa volta per non tornare.
Ci hai lasciato con i fiocchi di neve che scendevano lenti, in un giorno che nessuno voleva immaginare.
Nessun commento:
Posta un commento